Dettagli Recensione

 
Ospedali e case di cura a Torino
Voto medio 
 
1.0
Competenza 
 
1.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
1.0
Servizi 
 
1.0

Rabbia e delusione

Sono di Torino e sono stata operata due volte nel 2014 e nel 2019 in questo ospedale trovandomi benissimo con i medici e tutto il personale. Sono rimasta incinta e non ho avuto dubbi, ho scelto il Sant’Anna ad occhi chiusi. Ho iniziato ad avere dei crampi una sera e sono andata al PS, ho trovato due dottoresse dentro che con zero empatia mi ha detto di aver avuto un aborto interno (una per altro ha passato metà della visita al telefono per cose sue personali). Qui iniziano una serie di visite, la prima è un’ecografia il giorno successivo alle 8.30, riusciamo ad essere visitati solo 5 ore dopo, nessuna organizzazione. Ci fanno tornare per un controllo 10 giorni dopo, anche a quella visita confermano la diagnosi. Mi fanno recare al reparto di day hospital, peggio che andar di notte. Freddezza, zero tatto, zero medici in reparto, non ho potuto parlare con nessuno per esporre i miei dubbi. Avrebbero dovuto farmi un’altra ecografia prima di darmi la pastiglia abortiva, invece niente. Hanno ritenuto che l’ultima fosse sufficiente. Ho provato a spiegare di aver ovulato dopo e che probabilmente il mio embrione non si vedeva perché non ero realmente delle settimane indicate sul referto, ma nulla. Mi sono sentita una povera pazza che non voleva accettare la realtà, quando io volevo essere semplicemente sicura al 1000 per 1000.
L’infermiera che compila le pratiche per l’aborto è giudicante e non con un bel modo, era tutta stizzita quando compilava i miei moduli, quando poi ha capito che fosse un aborto spontaneo e non volontario ha totalmente cambiato atteggiamento. 1 sarebbe bastato che parlasse o che mi facesse parlare per saperlo, ma è partita a mille. 2 anche il mio aborto fosse stato volontario, potevo avere una miriade di motivi e NESSUNO mi deve giudicare.
Io so che nel day hospital ci va chiunque per la qualsiasi e non è solo dedicato a ginecologia, ma una ragazza nella mia situazione aveva solo bisogno di un po’ di empatia in più, mi sono sentita solo un numero, un caso da sbrigare e sono andata via con tanti dubbi. Per abortire somministrano dei farmaci che causano dissenteria, il bagno è comune per tutte le pazienti, alle 12 quel bagno è inagibile, non se ne trova più uno pulito, per carità questa è colpa della gente incivile che non si degna di pulire, ma allo stesso tempo il reparto preso atto di questa cosa faccia intervenire il servizio di pulizie, non è possibile avere bisogno del bagno e non riuscire ad andare per lo schifo che c’è.
Alla fine del raschiamento non sono riuscita a parlare con nessuno che mi dicesse lo stato del mio utero o che mi confermasse che fosse tutto ok, non un medico di riferimento, non uno che si degnasse di parlare due minuti. Ho fatto la visita di dimissioni dove “sembrava” tutto ok, tra un mese devo farmi controllare dal mio ginecologo privato sperando di non trovare brutte sorprese.
Mi sono trovata davvero male, ho promesso che se dovessi riuscire ad avere questa tanto cercata gravidanza non tornerei sicuramente lì.

Patologia trattata
Aborto
Esito della cura
Guarigione parziale

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