Dettagli Recensione
E' stata la nostra salvezza
Abbiamo portato nostra figlia di 13 anni a fare la visita di accertamento a Settembre presso il Centro dei Disturbi Alimentari del Niguarda, su interessamento della pediatra di nostra figlia. Il primo impatto è stato pessimo, anche perché l'ambiente ospedaliero e il nostro stato d'animo per la malattia di nostra figlia ci aveva messo in tensione. La visita in ritardo rispetto all'appuntamento e l'approccio brusco della dott.ssa Gentile ha completato l'opera e, se ci fossimo basati solo su questi aspetti iniziali, saremmo andati via. Le parole, la professionalità che siamo riusciti a cogliere dopo il ricovero, l'assistenza costante dell'equipe della dott.ssa Gentile e l'assistenza data anche ai genitori nelle sedute con la psicoterapeuta e gli altri genitori, ci hanno dimostrato una situazione completamente diversa. Mia figlia dopo solo 2 settimane è rinata fisicamente, anche se il percorso psicologico e il lavoro per il miglioramento e il mantenimento fisico saranno ancora lunghi. Sentivo altri genitori che venivano da altri ospedali e altri approci terapeutici italiani e mi si accapponava la pelle; anche loro solamente qui hanno trovato la salvezza e la speranza. Ci siamo ricreduti e ora la dott.ssa Gentile e il suo staff lo vediamo per quello che è: un gruppo di alta professionalità con una terapia multi-disciplinare eccellente (cura del corpo, cura della mente e mantenimento del contatto costante con la famiglia e il mondo esterno). L'unica pecca sono il sabato e la domenica, gioni in cui si è seguiti solo dal personale del reparto di degenza e qui purtroppo le pecche per chi è nella fase di ricovero sono evidenti. Non scrivo normalmente nei portali, ma ci tenevo a farlo questa volta per dare una speranza anche ad altri genitori e ragazzi che si trovano nelle stesse condizioni in cui ci troviamo noi.
Commenti
Perchè questo male non passa.
Io ho 24 anni e sono stata ricoverata quando ne avevo 17.
Combatto ancora oggi contro questi mostri.
Ho deciso di lasciare il percorso di cura, ma ancora oggi ringrazio per avermi salvato dalla morte certa.
Spero che lei e la sua famiglia possiate trovare di nuovo serenità.
Vi abbraccio,
Chiara
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