Neuropsichiatria Infantile San Gerardo Monza
Recensioni dei pazienti
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Reparto disumano, colpevolizzante e pericoloso
Sono stata ricoverata diverse volte in questo reparto anni fa e quello che ho visto all’interno di quelle mura è scandaloso.
Una sera una paziente in crisi psicotica ha rotto il vetro dell’allarme anti incendio e me l’ha puntato al collo. Chiamavo ripetutamente gli infermieri (indaffarati a chiacchierare come ogni sera nel centralino, che diventa il loro salotto) ma questi non giungevano, solo quando ho iniziato ad urlare a squarcia gola in panico, si sono precipitati.
Avrei dovuto denunciare la struttura.
Purtroppo chi lavora lì dentro non ha a cuore niente e nessuno, potrei elencare la serie di cattiverie dette dagli infermieri come “è inutile che ti lamenti se stavi bene non stavi qui” testuali parole che non cancellerò mai dalla memoria.
Si respira un clima di tensione, dove il paziente viene colpevolizzato, sminuito, addirittura da alcuni elementi deriso.
I pazienti sono malati per loro, non sono da ascoltare, solo ignorare, poi però, come una la pentola a pressione lasciata sul fuoco, scoppiano, e io finisco con un vetro puntato alla gola.
Come ogni medaglia ha l’altra faccia, sicuramente ho conosciuto figure positive, anche se sono proprio pochi i momenti spensierati o rassicuranti.
Per tutto il periodo che ho trascorso in ricovero e day hospital non mi è stato fornito sostegno psicologico che per mesi promettevano di assegnarmi.
Avrei da dire molto altro, soprattutto riguardo la dottoressa Nacinovic, un perfetto esempio di medico con scarsa empatia, critica.
Il suo commento alla mia persona è stato “sei ancora qua perché tu qui ci vuoi stare”; ma aldilà della mia impressione personale, a livello lavorativo, come medico, non ha mai facilitato il rapporto e dialogo con la mia famiglia, anzi, ci portava allo scontro.
Io mi svegliavo al mattino e andavo a dormire la sera lì dentro, non avevo nemmeno il permesso di uscire in atrio (per un mese ho potuto stare solo nel corridoio del reparto) quindi ho osservato molto bene i comportamenti dei ragazzi con cui ho vissuto un mese 24h insieme, soprattutto prima e dopo aver preso la terapia, chi prendeva i farmaci più pesanti era veramente in un stato spaventoso, si ribaltavano gli occhi, paravano biascicando. Tutto questo a ragazzi di 16 anni, solo tristi e arrabbiati (provenienti poi da famiglie disfunzionali).
Per non parlare poi dell’abuso di potere che ho visto esercitare nei confronti di una ragazza legata al letto per non so quanto tempo, per essere giunta all’interno del reparto in uno stato di importante agitazione. Capisco la necessità di dover agire per contenere il rischio in una situazione critica, ma davvero questo è il metodo migliore?
L’importante è ridurli in uno stato in cui non sono più in grado di fare niente, o meglio, così è stato per me, è quello che ho visto.
Se fossi una madre non poterei mai mia figlia in un posto del genere per essere aiutata, perché qui ti spezzano e basta.
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