Medicina 4 Careggi
Recensioni dei pazienti
Filtra per malattia, intervento, sintomo
Terribile e irreversibile esperienza
Mia mamma è stata ricoverata nel reparto con frattura al braccio e gli acciacchi di una signora di 88 anni, che però viveva da sola ed aveva più vitalità di una ragazza. Non mi voglio soffermare sulle cure (per me totalmente sbagliate visto il risultato) perché non sono un medico ma voglio dire la mia sul comportamento e l’empatia di alcuni medici e anche di un infermiere, di tutto il reparto i medici che si salvano sono davvero pochi e forse sono anche quelli che contano di meno, voglio parlare in particolare di una dottoressa odiosa che mentre io e mia sorella piangevamo disperate ci guardava in modo arrogante, sprezzante come stessimo parlando di una scarpa rotta. Questa dottoressa prima ancora di studiare medicina (che non mi pare l’abbia studiata tanto bene), doveva imparare i rapporti umani, come ci si relaziona con i malati e con i parenti degli stessi, perché oltre a portare via mia mamma in bara dopo un mese di sofferenze atroci, abbiamo subito anche tante angherie da queste brutte persone. Ho visto anziani rimanere senza mangiare perché non c’era per tutti, campanelli suonare all’infinito, il primario mai incrociato, io resto della convinzione che mia mamma se fosse capitata meglio forse sarebbe ancora qui con noi, invece è passata da ballare con le nipoti alla bara. Spero vivamente che nessun altro faccia la sua stessa fine e soprattutto che nessuno incroci quella dottoressa perché è stata davvero pessima in tutti i sensi.
Senza parole
Quando mio padre è stato ricoverato per un versamento pleurico e scompenso cardiaco, il reparto si era appena trasferito da una struttura moderna ed efficiente, a Clinica Medica sporca è fatiscente. Il ricovero è cominciato il lunedì, il sabato mio padre è deceduto. Durante la settimana di ricovero sono stata costantemente a trovare mio padre e ho parlato tutti i giorni con i medici di turno nel reparto. Ho chiesto se la situazione fosse grave, mi è stato sempre risposto di no, anzi, che la domenica sarebbe stato in dimissione. Il sabato sono andata in ospedale per "prendere le consegne ", il giorno seguente papà sarebbe tornato a casa. Sono arrivata in ospedale e, SENZA ESSERE STATA MINIMAMENTE AVVISATA, ho trovato mio papà in fin di vita. Ho dovuto allertare io medici e infermieri (questi ultimi davvero inefficienti) e dopo un'ora piangevamo la perdita del mio genitore. Era un uomo lucido, di grande cultura, non oso immaginare quanto abbia sofferto nel trascorrere completamente da solo le ultime ore della sua vita. Non contesto le cure mediche impartite, e non sarei nemmeno in grado. Contesto la mancanza totale di rispetto e di umanità nei confronti dei pazienti e delle loro famiglie. Mi spiace non sia possibile esprimere un voto negativo.
Proprio non mi va giù
Sono la figlia di Ghezzi Gilberto, che è deceduto il 30 marzo ore 5.05 in terapia intensiva da Gensini con il Professor Baldi, in seguito ad un ricovero peggiorativo presso il professor Moggi Pignone.
Mio padre era allo stadio terminale è vero, ma vederlo raggomitolato in un letto, impossibilitato a muoversi perchè stremato da tutte le "prove" effettuate in reparto, dopo che in quel letto c'era arrivato con le sue gambe... A DISTANZA DI UN ANNO PROPRIO NON MI VA GIù.
Mia madre, e nelle ultime notti in particolare io, abbiamo fatto di tutto per non lasciarlo solo neanche un minuto. Lui si rendeva conto che forse era davvero la fine e voleva morire a casa sua. Alle 10.00 del 28 marzo ci avevano dato le dimissioni per tornare a casa con dieta inclusa e integratori da somministrare al babbo, dicendoci che la digossina non era scesa, ma che bastava comunque stare senza terapia come in ospedale, e sarebbe rientrata piano piano a casa; non essendo apparse complicanze, avevano quindi deciso le dimissioni. Questo venne comunicato anche a mio padre, cosa che sinceramente lo rese fiducioso di rivedere casa sua perlomeno... Ma alle 14.00, al cambio turno, DOPO MIE VARIE RICHIESTE MI VENNE DETTO: NON SI VA A CASA, NON HA CAPITO, CHI GLIELO HA DETTO? LA MIA RISPOSTA FU CHIARAMENTE CONCITATA E QUANTOMENO SBIGOTTITA: "COME CHI ME LO HA DETTO, IL SUO REPARTO AL TURNO PRIMA CON TANTO DI PRESCRIZIONE DI DIETA E INTEGRATORE!!
RISPOSTA: Ahh, QUESTO NON è POSSIBILE, NON LO MANDO VIA SUA PADRE.
Al mio insistere mi risposero ii modo molto ARROGANTE E VERGOGNOSO: "SIGNORA, MA COSA SI CREDE NON SIAMO MICA IN UN AGENZIA VIAGGI, CHE SI VA E SI TORNA... SE NON LO MANDIAMO VIA ABBIAMO I NOSTRI MOTIVI!!!"
ALLORA RICAPITOLANDO: I LORO MOTIVI PRIMA DI TUTTO ERANO QUELLI DI MIO PADRE E DELLA NOSTRA FAMIGLIA, E CREDO CHE AVREMMO AVUTO DIRITTO AD UNA SPIEGAZIONE DIVERSA E MENO CANZONATORIA.....
DOPO UNA MIA RISPOSTA, A QUESTO PUNTO ANCHE MOLTO RISENTITA PER L'ATTEGGIAMENTO DEL PROF., MI VENNE "SPIEGATO CON MOLTA DELICATEZZA "CHE VOLEVANO PROVARE CON IL BICARBONATO, CHE A VOLTE AIUTAVA I RENI... "AIUTAVA I RENI???!!! TUTTI CI DICEVANO CHE ERAVAMO PIù O MENO ALLA FINE... E MI SI PARLA DI LAVAGGIO AI RENI????!! QUANDO TUTTE LE MEDICINE SINTETICHE NON RIUSCIVANO PIù A FARGLI NULLA...!!! O FORSE PROVAVANO A RIMEDIARE UN DANNO FATTO DA UNA PASTICCA SBAGLIATA!!!EH Sì, PERCHè LA DIGOSSINA, SECONDO IL PRELIEVO DELLA MATTINA PRESTO DEL 28 MARZO 2012, ERA SALITA D'UN TRATTO INVECE DI SCENDERE E CI CHIESERO SE NOI GLI AVESSIMO DATO UNA PASTICCA DI TESTA NOSTRA... .ALCHè INIZIARONO I SOSPETTI... LA MIA RISPOSTA FU ANCOR PIù FURIBONDA!!! NOI GLI AVREMMO DATO DELLE PASTICCHE, MA STIAMO SCHERZANDO??? QUALI PASTICCHE??!!! LA DIGITALE DOVEVANO AVERLA TOLTA, CHE ERA QUELLA CHE AVEVA PORTATO ALL'INTOSSICAZIONE... GUARDA CASO ERA RISALITA... ECCO CHE FORSE IL BICARBONATO POTEVA NASCONDERE LE MAGAGNE O RIMEDIARE AL DANNO FATTO? TUTTE SUPPOSIZIONI A CUI ANCORA OGGI NON HO AVUTO RISCONTRO, MIO PADRE è VERO, ERA ALLA FINE, MA UNICO SUO DESIDERIO ERA MORIRE A CASA E CON QUALCUNO DI NOI.. E INVECE è MORTO DA GENSINI, CON ESTRANEI (PROFESSOR BALDI) E IN OSPEDALE (NOI ERAVAMO FUORI, SIAMO ENTRATI ALLE 4.37, AVEVAMO CHIESTO DI RIMANERE, CI HANNO BUTTATO FUORI ED IL BABBO è MORTO ALLE 5.05 DA SOLO!). GRAZIE AL PROF. MOGGI PIGNONE ED ALLA COLLABORAZIONE DEL DOTT. BALDI DI GENSINI, NON HO POTUTO TENERE LA MANO A MIO PADRE, CHE ALLE 23.37 DELLA SERA PRIMA, SEMPRE DA GENSINI IN PRESENZA DEL DOTT. BALDI, MI DICEVA CON UN FILO DI VOCE DI CHIAMARE UN TAXI PER ANDARE A CASA.
DOPO 4 NOTTI INTERE AL REPARTO DI SAN LUCA, SFINITA DAL DOLORE NEL VEDERE MIO PADRE GHEZZI GILBERTO SPEGNERSI PER CAUSE NATURALI Sì, MA ANCHE AIUTATO SICURAMENTE PERLOMENO A LIVELLO PSICOLOGICO DALLE NON ATTENZIONE DEGLI ADDETTI AI LAVORI, MI SONO RESA CONTO DELL'IMPOTENZA CHE IL MALATO, E LA SUA FAMIGLIA, HA NELLO SCEGLIERE IL PROPRIO DESTINO. I DIRITTI DEL MALATO NON ESISTONO...
DEVO DIRE CHE L'AGENZIA VIAGGI DEL REPARTO DEL PROFESSOR MOGGI PIGNONE HA FUNZIONATO BENISSIMO, MIO PADRE LO RINGRAZIA PER L'ULTIMO VIAGGIO DELLA SUA VITA, GLI HA RISERVATO UNA STANZA SINGOLA CON MEDICO A BORDO, UN SILENZIO ASSOLUTO E UNA SOLITUDINE INFINITA SUA, DI SUA FIGLIA E SUA MOGLIE, CHE FUORI DELLA PORTA SI ERANO RACCOMANDATE PER ENTRARE E PER STARE CON LUI, MA CHE NON AVEVANO ACCESSO ALLA STANZA... GIUSTAMENTE ERA RISERVATA A GHEZZI GILBERTO.
E' passato un anno è vero, ma il dolore rimarrà per sempre, aumentato dall'amarezza che in quei momenti invece che trovare conforto e aiuto, si deve combattere contro l'arroganza di chi dovrebbe essere li ad assisterti e aiutarti (visto che fra l'altro, se la vogliamo mettere dal punto di vista economico, sono pagati di noi cittadini).
DEVO RINGRAZIARE INVECE IL DOTTOR CIUTI, CHE ALL'EPOCA (NON SO ADESSO E GLI FACCIO I MIGLIORI AUGURI) ERA UNO SPECIALIZZANDO, CHE TIFAVA PER NOI, CHE MI PARLò CHIARO, E FU MOLTO DURA LA REALTà, MA CON UNA UMANITà PERLOMENO PROFESSIONALE, QUELLA CHE DOVREBBE APPARTENERE A TUTTI QUELLI CHE FANNO QUESTO TIPO DI LAVORO.
Gravi disfunzioni
A 7 mesi di distanza dal decesso della mia amica Licia, ricoverata nei suoi ultimi giorni di vita presso il Reparto diretto dal Prof. Moggi Pignone, lamento le disfunzioni, a mio parere gravi, nell'assisterla nella fase terminale della malattia che la ha portata alla morte:
- assenza di una terapia del dolore adeguata (mancavano i farmaci prescritti e non sono stati procurati);
- scarsa disponibilità di vari medici al colloquio con la persona di riferimento;
- scarsa disponibilità di vari membri del personale infermieristico ad assistere la malata in gravi condizioni;
- la malata è stata tenuta fino all'ultimo in una stanza dove era allettata un'altra paziente che si lamentava forte tutta la notte.
Altri contenuti interessanti su QSalute