Istituto Europeo di Oncologia Milano
Recensioni dei pazienti
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Tumore polmonare
Per niente soddisfatta né io, né mio padre malato di tumore. Nessuna attenzione al paziente. Il nome sarà anche prestigioso, ma noi ci siamo sentiti soltanto un numero.
Visita senologica ambulatoriale
Su consiglio del mio medico di base, oggi mi sono recata all'IEO di via Ripamonti a Milano per una visita senologica ambulatoriale.
Arrivando da fuori e gli ambulatori essendo disponibili solo in presto mattinata, sono arrivata con largo anticipo alle 6.50, per un appuntamento alle 8.00; il tutto al fine di compiere questa visita di controllo con più serenità possibile.
Ho preso subito il mio ticket e aspettato l'apertura delle accettazioni alle 7.30.
Nonostante avesse il numero 3, passa un quarto d'ora..
Arrivo al banco e comincia il surreale: non risulta mia tessera sanitaria (per motivi di salute, ho girato metà degli ospedali di Milano e regione), non risulta il medico, mille domande sull'impegnativa, se sono già stata in ospedale in Lombardia. Arie scortesi e sbruffone. Arriva la supervisore, manco lei ce le fa.
Dopodiché mi vogliono far pagare, e mostro la email di conferma della Unisalute che la visita non va pagata. Insistono. Sempre scortesi. Ribadisco che Unisalute mi ha detto e scritto che non pagavo.
Intanto ho tirato fuori la mascherina per proteggermi delle varie sostanze chimiche, purtroppo troppo spesso diffuse anche in ospedale. Soffro di MCS e già comincio a sentirmi male...
Con fare aggressivo, l'addetto mi chiede quando ho sentito Unisalute.
In che senso?
Gli spiego di aver pazienza perché ho problemi di salute, e questa situazione surreale non aiuta.
Ero venuta presto appositamente per non avere ansie e fare le cose con calma e serenità...
La supervisore mi fa pure la ramanzina, prima di rilasciarmi il foglio per la visita. Da non crederci!!
Finisce qui?
Magari...
Ricevuta dalla dottoressa in ambulatorio, constato purtroppo che c'è profumo anche lì e rimetto la mascherina.
Mi chiede se sono raffreddata.
Dico che soffro di MCS.
Cosa??
Da subito i modi e i toni sono scortesi e familiari... sarà una caratteristica dell'istituto in generale?
Mi chiede in modo poco carino che sintomi ho, cosa prendo per curarmi, etc. (non esistono attualmente cure per la MCS!! In più, la maggioranza delle persone affette sono anche intolleranti alle medicine).
Mi fa spogliare e mi palpeggia 30 secondi, senza chiedermi neanche del linfonodo per cui sono venuta a visita.
Le faccio vedere gli esami precedenti (ecografia recente + mammo ed eco di 3 anni fa).
Le chiedo il suo parere per la mammografia, in quanto ho avuto pareri diversi sulla sua utilità sulla donna non ancora in menopausa. Si offende quando le dico che i miei 2 medici me l'hanno sconsigliata.
Fa l'offesa e dice che è offensivo che non mi fidi in quanto qui sono specializzati e ognuno il suo lavoro, se mio medico la pensa diversamente è perché non si aggiorna e non gliene importa di quello che pensa lui.
Il tutto con aria autoritaria, altezzosa e maleducata.
Rimango senza parole e la lascio fare il suo resoconto. E' chiaro che i pazienti di ambulatori sono solo numeri per questa struttura privata, che sa più di azienda che di ospedale che si cura delle persone.
Ho girato tanti ospedali in vita mia, e ancora di più negli ultimi 2 anni per via dei miei problemi di salute, non ho mai visto niente del genere e così poca educazione, empatia e professionalità!!!
Noto nelle recensioni che altri hanno avuto esperienze simili per quanto riguarda la poca disponibilità, carineria e basica educazione!!
Una cosa è sicura: non tornerò mai più.
Grazie IEO
Ampiamente soddisfatta.
Per sempre GRATO al dr. DI TRAPANI
Diagnosi di Carcinoma Prostatico di grado Gleason 7 ( 3+4) effettuata in altra struttura. Commento brutale del medico post biopsia: " E' bruttissimo, probabilmente c'è qualche cosa già in giro". Conseguente e giustificato stato d'ansia del sottoscritto. Decido di cambiare struttura e mi rivolgo allo IEO. Prima visita effettuata dal dr. Di Trapani che subito mi rassicura sulle potenzialità delle terapie odierne e comunicandomi la possibilità di intervento in robotica nerv sparing. Dopo 2 giorni e mezzo dall'intervento dimissioni e catetere rimosso con successo 5 giorni dopo. Controllo della minzione pressochè totale. Incoraggianti segnali di erezione. PSA a un mese: valore azzerato, nonostante uno dei 15 linfonodi asportati fosse risultato positivo all'esame istologico post intervento. Ne deduco che l'operato del dott. Di Trapani sia stato eccellente e che abbia provveduto meticolosamente e con estrema professionalità alla "bonifica" della zona. Non solo: oltre alle qualità appena esposte aggiungo una cortesia, sensibilità ed empatia assolutamente ammirevoli. Al dr. Di Trapani in particolare, ed in genere all'intero reparto, vadano le mie incondizionate stima, gratitudine e riconoscenza.
RINGRAZIAMENTO AL PROF. DE COBELLI E STAFF
Lo scorso agosto a mio padre di soli 53 anni è stato diagnosticato un adenocarcinoma prostatico - Grado Gleason 6(3+3). Il suo referto diceva chiaramente che avrebbe dovuto rimuovere la prostata attraverso un intervento, o si sarebbe dovuto sottoporre a radioterapia. Dopo tanta insistenza sono riuscita a convincere mio padre ad andare allo IEO di Milano. Ero rimasta affascinata dal video del Dottor De Cobelli. Siamo riusciti a prenotare proprio una visita con lui nel giro di breve tempo e da lì si è aperta una piccola finestra di speranza per mio padre. Oggi, a distanza di 7 mesi, ci tengo sottolineare che le parole del Dottor De Cobelli si sono tradotte in fatti. Grazie agli strumenti avanzati di cui dispongono (risonanza magnetica multiparametrica) ma soprattutto alla professionalità, gentilezza ed umanità di cui dispongono tutti i dottori dell'Istituto IEO, mio padre potrà godere della cosidetta Sorveglianza attiva. A Taranto, e non solo, lo avrebbero già operato o fatto una radio.. All'IEO mio padre è stato trattato come persona... è stato analizzato accuratamente il suo caso, la sua età, sono state fatte indagini approfondite e per questo motivo non smetteremo mai di ringraziare il Dottor De Cobelli e tutto il suo staff.
Lucia - Taranto
Senologia chirurgica, angeli con il camice
A volte qualcuno si sara' chiesto se possano esistere gli angeli sulla terra. Bene, io oggi ne ho avuto la certezza!!! Questi angeli li ho incontrati allo IEO e per l'esattezza presso la senologia chirurgica. Il mio primo angelo è il dott. Pietro Caldarella, che con una dedizione che va ben oltre il proprio dovere, si dedica anima e corpo alle sue pazienti, senza mai risparmiarsi. Lo contraddistinguono alcune qualità eccelse come la sua grande professionalità, l'estrema competenza e la cortesia ma, soprattutto, tanto tanto amore per la sua professione che trasmette a tutte noi con una inconsapevole naturalezza!!! Cosa dire poi del dott. Pietro Loschi, tanto giovane quanto determinato nel ridare ad ogni donna la giusta dimensione estetica in un corpo che spesso viene messo a dura prova. Il suo modo di fare trasmette subito sicurezza e fiducia. In ultimo, ma non come ordine di importanza, le meravigliose infermiere che con il loro garbo e sorriso rendono la nostra permanenza dentro ancora più confortevole e gradevole. Fra tutte, voglio ricordare la meravigliosa Sabrina, sempre sorridente e gentile, come pure Francesca Caiffa, estremamente garbata e professionale, e poi tutta l'equipe al completo.
Complimenti a tutti per aver creato una realtà così gradevole in un ambito tanto difficile!!! Grazie davvero di cuore ad ognuno di voi.
NODULO MAMMARIO
Siamo arrivati da Lecce per un consulto con per mia moglie per un nodulo mammari. Il grandissimo e immenso professor Paolo Veronesi, oltre all'altissima professionalità, ha davvero confortanti l'umanità e l'attenzione al paziente, che dimostra costantemente. Gran bella persona, una fortuna averlo conosciuto. Grandissima persona altamente professionale.
Per quanto riguarda l'istituto, ottimo sotto ogni punto di vista; personalmente ho solo elogi da fare, personale, composto da persone semplicemente stupende.
Adenocarcinoma gastrico
Sono trascorsi pochi mesi da quando mia sorella Giovanna ci ha salutato per sempre. Io e mio marito l'abbiamo accompagnata per circa un anno e mezzo all'Istituto Europeo Oncologico, da lei scelto con convinzione e fiducia per curarsi fin dalla diagnosi della sua malattia, avvenuta nel febbraio del 2017: Adenocarcinoma gastrico metastatico a livello peritoneale e annessiale. Un'infausta diagnosi che purtroppo consente la sola somministrazione di cicli di chemioterapia, escludendo qualsiasi intervento chirurgico. Noi familiari, contrariamente alla filosofia dello IEO, abbiamo però cercato sempre con amore di non toglierle mai la speranza di una possibile guarigione.
La mia disapprovazione, la mia delusione, nei confronti dell'Istituto (e purtroppo ciò percepito anche da mia sorella nel corso della malattia) non è inerente a una mancata guarigione (impossibile guarire da questo tumore), ma all'organizzazione e direzione interna dell'Istituto chiamata ripetutamente da loro "logistica", in particolare dall'operato di tutti coloro, medici compresi, che ci lavorano.
In questi lunghi mesi dove mia sorella Giovanna è stata a volte ricoverata anche per più giorni per i cicli di chemioterapia, abbiamo provato la spiacevole consapevolezza che lo IEO assomiglia più ad una grande azienda che ad un'Istituto tumori, dove tutto deve scorrere velocemente, deve essere "logisticamente" organizzato: dall'ingresso, all'eventuale operazione, al ciclo di chemioterapia, il tutto in un breve calcolato tempo. Il primo step, se viene scelto il regime di solvenza (e spesso con sforzo e sacrifici molti lo scelgono sia per un'ingresso più veloce e, soprattutto, perché li fa sentire più sicuri) è passare dall'ufficio accettazione, dove vieni ricevuto da personale che indossa belle divise, ma molto scostante ed autoritario dove sembra di trovarsi più che in un Istituto tumori in una banca, dove ti viene posto davanti il preventivo già ricevuto in precedenza, la richiesta di acconto ecc... Ogni volta questa burocrazia viene ripetuta ignorando la forte sofferenza del paziente che, come mia sorella, attendeva seduta fuori in sala di attesa aspettando di fare ingresso il prima possibile. Dopo la procedura di ingresso imposta, il paziente viene accolto dal personale infermieristico che fin da subito aggiunge un "cara" ogni volta che pronuncia il suo nome e ogni volta che risponde ad una sua domanda, da apparire così per le troppe volte ripetuto un atteggiamento antipaticissimo e fintamente gentile, adeguato più ad un luogo commerciale che ad un reparto di cura.
La sensazione per assurdo più sconcertante e irrispettosa per un paziente, è vedere tutto il personale medico all'interno dell'Istituto indossare un abbigliamento sicuramente più adatto a qualsiasi altro tipo di lavoro, ma sicuramente non a quella della professione medica. Rari indossano un camice bianco e quei pochi lo lasciano ben aperto facendo intravedere così la bella cravatta o l'accostamento dei colori abbinati. Sembra di trovarsi in una grande sfilata di moda, dove tacchi alti, scarpe di qualsiasi tipo nei lunghi corridoi dell'Istituto dominano e sostituiscono l'adeguata calzatura che ogni medico nello svolgere la propria professione dovrebbe indossare. Ma più offensivo, sono le acconciature, capelli sciolti e colorazioni diverse che si facevano notare, ma dove esiste il rispetto? rispetto in special modo verso tutte quelle donne, spesso ragazze che passeggiano nei corridoi sofferenti per la chemioterapia, molte di loro con bandane e copricapo spesso acquistati nei punti vendita per assurdo all'interno dell'istituto, assurdo perché sembravano più piccole boutique con oggetti regalo di qualsiasi tipo, ma se esiste la necessità, per chi è ricoverato di una semplice saponetta o simile non è possibile acquistarla. E chi purtroppo si trova lì non ha voglia di acquistare regali.
Ho letto tristezza negli occhi di mia sorella e rabbia provata da me per l'indifferenza e freddezza di sentimento di qualsiasi medico che potevamo incontrare nelle aree comuni dell'Istituto, ma specie verso coloro che la seguivano e la curavano, quando ad un nostro saluto o sorriso, molti di loro facevano finta di guardare altrove o cambiare direzione, per mia sorella quel semplice saluto avrebbe rappresentato un grandissimo regalo e penso sia la sensazione comune di molti pazienti.
All'interno dello IEO all'argomento week end viene data molta importanza, già dal venerdì mattina si percepisce una grande aria di allegria, specialmente nei pressi delle varie macchine dispensatrici di caffè, acqua, merendine ecc... situate nel corridoio adiacenti al reparto solvenza, attorno trovavi sempre un gran movimento fra infermieri, dottori, professori, dove ognuno raccontava come avrebbe trascorso il week end e Il lunedì mattina si ritrovavano tutti nuovamente per raccontarsi le giornate trascorse nel fine settimana. Vedere tutti loro quanto tempo trascorrevano per parlare di futili argomenti era veramente sconcertante, senza considerare quando accennavano al decorso senza speranza di alcuni pazienti.
Abbiamo visto spesso arrivare ambulanze all'Istituto a sirene spente entrando dal retro nel garage interno sotterraneo e prelevare pazienti che per complicanze dovevano essere portati in ospedale, visto che loro si definiscono "non essere un pronto soccorso"; continuavano a ripetere che quello non è un ospedale e in effetti non può essere definito un ospedale, perché allo IEO non puoi sentirti male nei giorni che vanno dal venerdì al lunedì, poiché veramente ti trovi senza alcuna assistenza di genere. Non esistono tecnici per effettuare esami urgenti e il reparto infermieristico è ridotto, diventa in tutta la sua area un Istituto deserto, dove il sabato notte esiste solo una guardia medica o poco più che copre quasi tutta l'area dell'Istituto e spesso come è successo a mia sorella, quando chiamata la dottoressa che esegue tale turno, nel nostro caso decisamente svolto in maniera nervosa e senza alcuna voglia di imbattersi in vite senza speranza, non perde tempo a comunicare al paziente il tipo di tumore che ha ed il sintomo che le potrà dare (proprio ciò che io ho sempre cercato di nasconderle). La frase della dottoressa è che mia sorella Giovanna avrebbe causato con la sua ansia problemi alle colleghe, che lei non aveva tempo di spiegarle le cose... e testuali parole: "lei ha un tumore, un adenocarcinoma allo stomaco prima o poi vomita". Ebbene quella notte di giugno dello scorso anno, quella dottoressa, quella frase cosi' orribile rimasta impressa a mia sorella (chiedendomi di riscriverla dettagliatamente) ha rappresentato per lei da quella notte, un vero incubo, incubo che l'ha accompagnata fino alla fine!
Nell'Istituto non riesci a parlare con nessun medico, non esiste una stanza, un ambulatorio, un giorno o un orario in cui puoi parlare o chiedere, ho passato giornate intere nel corridoio cercando di incontrare e fermare qualche medico del reparto di Oncologia Medica Gastrointestinale, ma spesso mi accorgevo che passavano da una porta interna entrando direttamente e velocemente in camera di mia sorella, dove certo non potevo chiedere in maniera esplicita il decorso della malattia, rare volte insistendo e discutendo sono riuscita ad essere "ricevuta" in tutta fretta nella sala infermieristica. Il Dottore dirigente del reparto di Oncologia Medica Gastrointestinale è sempre stato introvabile, in un anno e mezzo lo abbiamo trovato quattro volte, inviava alternando il suo team (come lo chiamava) composto da due o tre dottoresse giovani giunte da un anno o due allo IEO; addirittura gli ultimi mesi mia sorella ha avuto una dottoressa di riferimento ancora molto più giovane che dalle domande che faceva e come svolgeva la visita, intuivo che non era certamente al corrente di tutto quello che era stato il lungo decorso del tumore.
Il Dottore dirigente del reparto di Oncologia Medica Gastrointestinale, le rare volte che si è presentato è stato dietro pressante nostra richiesta, dove decretava il decorso del tumore sconfiggendo ogni richiesta di speranza che mia sorella le poneva sul suo proseguo di vita a cui lei con forza e coraggio voleva credere. Lo stesso medico, che insieme ai medici del reparto di Terapia del Dolore, si è impegnato con destrezza a "indirizzarla" nell'hospice, proprio di fronte allo IEO, definito dallo stesso "decoroso"... Un luogo dove è stata inviata mia sorella in assenza mia e di mio marito cercando di approfittare proprio di quella nostra assenza, addirittura in quella DOMENICA 30 APRILE, per mandarla in ambulanza (facendole pagare addirittura € 40) assicurandosi telefonando a noi, telefonata effettuata dalla Terapia del Dolore, allo scopo di accertarsi e convincerci di non arrivare a Milano in quella data se no, testuali parole "AVREMMO ROVINATO TUTTO", cioè il loro "piano" per far uscire mia sorella Giovanna dallo IEO, quella paziente "SCOMODA" così da loro definita che oltretutto si è molto opposta alla loro scelta, ma che riponendo negli stessi molta fiducia ha poi accettato.
L'hospice è un posto dove é il paziente che deve scegliere di andare, perché già dal primo momento in cui fai ingresso ti rendi conto e hai la consapevolezza (scacciata con fatica a momenti dall'inconscio) di non "AVERCELA FATTA", di non aver vinto la malattia. Questo ultimo ingresso all'hospice per mia sorella è stato un vero colpo psicologico, le ha immesso una grande paura e terrore, io che sono entrata da non paziente ho pienamente provato un enorme senso di orrore, mi immagino cosa può aver rappresentato per lei! Un luogo altresì dove internamente esiste una stanza chiamata dello "SFOGO", dove io e mio marito increduli ai nostri occhi abbiamo visto delle macabre maschere appese al muro, penso che la stanza e le stesse siano state allestite perché il paziente o i parenti possono scegliere di indossarle per poter piangere liberamente... ma dove eravamo? Non condivido affatto questo, io ho pianto quando mi andava e non importava chi mi poteva vedere, l'unica persona che volevo non mi vedesse era solo mia sorella.
Un posto l'hospice dove Giovanna purtroppo ha concretizzato l'idea di un FINE VITA.
QUESTO INGRESSO NON DOVEVANO DECIDERLO IN ASSENZA NOSTRA!
Appena appreso dell'ingresso all'hospice immediatamente l'abbiamo raggiunta, l'abbiamo trovata impaurita e mai ha voluto uscire di camera, non le importava di vedere o capire dove si trovava, aveva purtroppo già percepito la consapevolezza di cosa rappresentava quel luogo. Subito abbiamo lottato affinché lo IEO, come Terapia del Dolore, dove mia sorella era ricoverata e seguita, (prima di fare ingresso all'hospice) le concedesse l'assistenza infermieristica a casa a Milano. Ciò è avvenuto ma dopo circa dieci giorni, la stessa Terapia del Dolore ha organizzato il rientro di mia sorella in Toscana, concedendole dopo accorata richiesta da parte sua un breve rientro di pochi giorni allo IEO, per lei rappresentava una vera grande speranza! Ma l'enorme mancanza da parte loro, è stata nel non comunicare a noi familiari che mia sorella Giovanna talmente giunta al fine vita non sarebbe mai potuta rientrare allo IEO. L'abbiamo accompagnata a casa, insieme a noi in Toscana, ignari che di li a una settimana dal rientro, con difficoltà per il suo imminente peggioramento e sprovvisti di organizzazione infermieristica d'urgenza, ci avrebbe salutato per sempre. Era doveroso da parte loro, era semplicemente portare rispetto a noi familiari, informandoci che mia sorella non sarebbe più potuta rientrare all'Istituto, ma soprattutto metterci a conoscenza dell'imminente precarietà di vita in cui si trovava.
Dovevo esprimere, soprattutto per mia sorella tutto ciò che purtroppo anche lei si è resa conto all'ultimo di dove aveva scelto per curarsi e di sperare e per me, che ho vissuto questo anno e mezzo con un dolore enorme, con lo sforzo di sorridere per donarle speranza, ma soprattutto per l'enorme rabbia e delusione che ho provato nel vedere l'operato di medici in un Istituto per tumori, dove i pazienti cercano in assoluto negli occhi di quei medici la speranza, quella luce, che le viene negata dalla completa indifferenza, freddezza e superiorità. Vorrei si domandassero con piena sincerità se sono sicuri di agire in buona fede e con quel grande senso di responsabilità che li dovrebbe contraddistinguere.
Porto dentro di me e credo resterà per sempre, quell'amarezza di aver vissuto questa brutta esperienza accanto a mia sorella Giovanna, che accompagnavo nel suo doloroso percorso di malattia, tanta ma veramente tanta amarezza verso questo Istituto che dovrebbe essere solo ricerca!
Spero che questo mio scritto possa essere di aiuto a tutti coloro, che purtroppo si trovano ad affrontare una prova di vita, che per la sua unicità ha l'estremo bisogno oltre al proprio coraggio, di ricevere una grandissima fonte di sincera coscienza medica, rispetto e umanità.
Letizia
IEO, urologo dr. Antonello Cioffi il top
La diagnosi: neoplasia prostatica.
Mi viene indicato da un conoscente il Dott. Antonello Cioffi, lo incontro ed ha immediatamente conquistato la mia fiducia per la professionalità e la sicurezza che aveva.
Premetto che l'ospedale IEO è un centro di eccellenza che mi ha sbalordito, sia per l'aspetto organizzativo che per la bravura del personale paramedico di ogni ordine e grado, a cui va il mio ringraziamento.
Entro in sala operatoria il 23 novembre, prima di addormentarmi mi faccio ripetere che ad operarmi sarà il Dott. Cioffi - la cosa mi rassicurava. Dopo oltre cinque ore vengo riportato in reparto, il giorno dopo in piedi e il successivo dimesso.
Mi tolgono il catetere dopo 5 giorni previo accertamento cistografico, eseguito da ottimi radiologi e dallo stesso Dott. Cioffi; subito dopo ritorno a casa.
A pochi giorni da questi eventi registro un graduale controllo della minzione e un ritorno alla funzione sessuale.
Vorrei sintetizzare: se sei cattolico ad hai un tumore, il primo pensiero è sicuramente nel chiedere l'aiuto di DIO, ma subito dopo se il tumore è alla prostata viene il Dott. Antonello Cioffi.
Ampiamente soddisfatta
Fin dallo screening mammografico che aveva evidenziato la presenza del carcinoma, a tutt'oggi, sono rimasta del tutto soddisfatta sotto ogni profilo: professionale, umano, organizzativo. Così come ho apprezzato gli eventi collaterali, quali "IEO per le donne" ed il Bra day.
Paziente dimenticata!
L''anno scorso sono stata operata di mastectomia al seno sinistro. Quest'anno dovevo fare la mammografia, ma mi è stato detto che dovevo aspettare due anni e così sono dovuta andare in un un centro radiologico, dove in poche settimane mi hanno fatto la mammografia e altri esami che allo IEO non ho potuto fare perché dovevo aspettare due anni. Ho chiamato di nuovo lo IEO per una visita oncologica, ma neanche quella: a pagamento sì, invece con servizio nazionale sanitario (nonostante avessi la priorità) nisba. Così ho prenotato la visita all'ospedale di Riccione, dove mi faranno aspettare solo 3 giorni. Allo IEO non mi è più possibile fare niente se non a pagamento... grazie!
UROLOGIA - pienamente soddisfatto
Sono molto soddisfatto della professionalità, competenza e cortesia nei confronti del paziente di tutto il Team del Reparto Urologia dello IEO, in particolare del Prof. Ottavio De Cobelli; in brevissimo tempo sono passato dalla prima visita al ricovero e all'intervento (effettuato con tecnica robotica dal Prof. De Cobelli in data 31.10.2018). Fin dal momento della prenotazione della prima visita ho avuto modo di constatare come fosse facile comunicare con loro sia per aggiornarli sugli esami clinici effettuati, sia per l'organizzazione del ricovero e del post operatorio. Mi ha tranquillizzato molto la possibilità di interagire con il Prof. De Cobelli data la sua costante presenza e disponibilità.
Ancora grazie.
Emilio Amerio
Ponete maggiore attenzione ai pazienti
Durante una visita urologica nel novembre 2016, sono stati rilevati dei noduli anomali e, su consiglio del medico, ho deciso di rivolgermi allo IEO per approfondire.
I tempi di attesa per la visita specialistica con il SSN erano improponibili, ho quindi deciso di prenotarla in libera professione, infatti nel giro di pochi giorni mi è stato fissato l'appuntamento con il Dott. Matei.
A seguito di quest'incontro, mi è stata praticata la biopsia che ha confermato la presenza di un carcinoma prostatico che, dopo un ulteriore consulto, si è deciso di comune accordo di operare. Tutto questo è avvenuto nel mese di dicembre. Ai primi di gennaio ho fatto il pre-ricovero, al termine del quale mi è stato comunicato che nel giro di tre mesi sarei stato operato. Così non è stato, e lì è iniziato il mio calvario. I mesi passavano ed io rimanevo in attesa di una chiamata che non arrivava mai; non solo, ma dall'ospedale nemmeno una mail per tranquillizzarmi o aggiornarmi sulla situazione. Non ricordo più il numero di telefonate e le email inviate agli interessati e all'ufficio rapporti con il pubblico, ricevendone ogni volta risposte evasive e di circostanza. Alla fine ho dovuto persino adottare una pratica che ho sempre odiato e condannato, ma trattandosi della mia vita per una volta, ci sono passato sopra, mi sono avvalso delle "conoscenze". Finalmente a fine luglio 2017 (6 mesi dopo il pre-ricovero e 7 dalla diagnosi) sono stato operato, e ad oggi ancora non so se è dovuto al fatto che era stato programmato sin dall'inizio per quella data, o se le mie rimostranze e/o le mie conoscenze abbiano avuto una parte nella decisione di operarmi.
Dopo l'operazione ho effettuato con regolarità i controlli di routine, ogni volta con un medico diverso, ogni volta trovando molte difficoltà a fissare l'appuntamento successivo con la cadenza indicatami dal medico. È dei giorni scorsi il mio ultimo tentativo di prenotare la prossima visita di controllo, risposta: «ci spiace, non abbiamo più posti disponibili».
Conclusioni:
credo si possa senz'altro dire che lo IEO è un centro di eccellenza per la cura dei tumori. Una struttura tecnologicamente avanzata e con un superlativo centro ricerche, peccato che in contrapposizione a così tanto splendore, vi sia un "asetticità" dei comportamenti e pochissima cura nei confronti dell'aspetto psicologico delle persone che stanno vivendo una malattia che è ancor più dolorosa per la psiche che per il corpo. A parte pochissimi casi, e fra questi cito la Dott.ssa Tringali, sia medici che il personale paramedico hanno tenuto un atteggiamento freddo e distaccato, esattamente l'opposto di quello che ci si aspetterebbe da persone che devono sostenere pazienti con questa patologia, e che affrontano un momento drammatico della loro esistenza. Parafrasando una battuta di un noto film, mi vien da dire "siete solo chiacchiere e distintivo". Le persone non si curano solo con il bisturi e i robot, una parola gentile a volte vale di più di molte terapie, ponete più attenzione alle persone e meno al budget e vedrete che ne trarrete un grande beneficio.
Giuseppe Carnevali
IEO centro d'eccellenza, in tutti i sensi!
Trovarsi 10 anni dopo con una recidiva è stata davvero una spiacevole sorpresa. A 41 anni ho combattuto (e vinto) per 2 volte il tumore al seno. La prima volta sconfitto con quadrantectomia / chemioterapia/ radioterapia e terapia ormonale per 5 anni (cure in Humanitas e Multimedica); la seconda (e spero ultima nella vita) in IEO a Milano. Evidentemente stavolta sapevo a cosa sarei andata incontro e ho scelto di affidarmi all’istituto IEO, eccellenza proprio per questo tipo di cancro. Nonostante fosse il periodo di Natale, non si è perso tempo. Sono stati super celeri nel programmare il mio percorso di cura con tutti gli esami necessari, nel posizionare il port (che spero di togliere presto, non l’ho mai accettato psicologicamente), nel fissare gli appuntamenti per la chemio e poi per l’intervento di mastectomia totale di destra con ricostruzione con protesi e dissezione ascellare di sinistra con mastopessi. Tutto lo staff si è dimostrato competente ed estremamente comprensivo: dalle infermiere del reparto oncologia (un particolare ringraziamento a Simona, Cinzia e Tatiana per la loro squisita disponibilità ed allegria), alla dott.ssa Pizzamiglio, abile nel trovare per via ecografica un linfonodo sospetto, estremamente minuscolo, che poi si è rivelato positivo, ai vari oncologi incontrati che con pazienza e chiarezza hanno spiegato la situazione.
Un ringraziamento di cuore va al dottor Pietro Caldarella, chirurgo senologo, e al dott Pietro Loschi, chirurgo plastico, per la loro squisita gentilezza, eccezionale umanità, costante disponibilità (anche durante il weekend o dopo una giornata lavorativa di sicuramente oltre 10 ore) e indiscutibile professionalità. Voglio ringraziarli pubblicamente anche per i loro sorrisi e il loro atteggiamento positivo che infonde serenità nonostante la situazione difficile. Siete 2 angeli e ringrazio il cielo per avervi incontrato sul mio cammino!
Emanuela
Un'esperienza deludente
Ho accompagnato mio padre all'IEO a causa di una recidiva di un tumore al colon retto. Premetto che fino a pochi mesi fa gli esami erano a posto, il medico che ha eseguito la colon ha parlato di un piccolo ammasso di cellule spuntate da un mesetto. Abbiamo investito quasi 1000 euro in questo viaggio, prenotato immediatamente non appena abbiamo visto che sul sito dell'IEO si parlava di efficienza, di ricerca, di affiancamento al paziente. Dopo un anno passato a combattere con tenacia e forza, all'IEO non abbiamo trovato né cortesia, né comprensione e nemmeno ascolto! La prima cosa che l'oncologo ci ha detto è stata "abbiamo 20 minuti di tempo", 15 dei quali li ha passati a caricare il materiale clinico sul pc, senza ascoltare le nostre domande, per poi concludere freddamente chiedendoci "perché siete venuti qui? cosa cercavate?" e “questa non è l’ultima operazione che farà, si abitui”. Ci hanno indotto ad arrenderci, alla faccia di tutte le scritte di speranza che dominavano sui muri dell’ospedale, altro che ricerca, altro che lottare e sperare.. Indignati abbiamo accettato di fare una visita da un chirurgo già che eravamo lì, altri 210 euro dopo aver ripetuto un'ora di attesa per rifare l'accettazione. Ma anche lì stesso trattamento, come se fossimo numeri. Avevamo una risonanza fatta appositamente la settimana scorsa, quindi ho proposto al medico di visionarla, visto che iniziava già a parlare di metastasi, di infiltrazione, senza vedere nulla, “può essere che operiamo e rispunta in un altro posto” mi ha detto. Mi ha risposto “lascia il dischetto alla mia segretaria”. Sicuramente non volevamo essere illusi, ma nemmeno volevamo preoccupazioni in più a quelle che già abbiamo, senza avere nessun esame davanti ma solo supposizioni. Sarei stata più contenta se mi avessero detto “Prima di operare controlliamo, facciamo gli esami che mi servono a capire la condizione della recidiva, guardiamo la risonanza che avete fatto voi”, niente. Per non parlare alle domande alle quali non mi hanno nemmeno risposto…
IEO il miglior ospedale in Italia
Ho scoperto di avere un tumore al seno nel settembre 2016, mammella sinistra.
Piena di paure e tremendamente angosciata approdo allo IEO. Sono stata operata dalla dottoressa Denise Mattar, una senologa professionale e umana come pochi, un angelo: tutte le mie paure si sono alleggerite e grazie a lei sono riuscita ad affrontare la malattia con molta più sicurezza, da guerriera.
Operazione riuscita perfettamente e il mio seno dopo una mastectomia totale e ricostruzione plastica effettuata dalla dottoressa Benedetta Barbieri, è tornato più bello di prima, mi guardo allo specchio fiera del mio nuovo seno, perfetto. Io non finirò ma di ringraziare Denise Mattar, non avrei potuto incontrare una dottoressa migliore, questo percorso che per noi donne è tremendo, ci ritroviamo malate e amputate, ma lo IEO con questi medici straordinari e competenti ti aiutano a tornare alla tua vita.
Grazie infinite dottoressa Denise Mattar, grazie dottoressa Benedetta Barbieri, grazie IEO.
Esperienza positiva
Un grazie infinito a tutto il personale medico e paramedico che mi hanno fatto rivivere. Credevo di non farcela, ma loro mi hanno salvato sia mentalmente che fisicamente.
Grazie, grazie, grazie..
Professionalità e competenza
La mia esperienza in IEO e' stata più che positiva (ancora continua). Il primo incontro l'ho avuto con la dottoressa GERMANA LISSIDINI, senologa di grande spessore professionale e umano (solo a guardarla e sentirla parlare infonde sicurezza). Non finirò mai di ringraziarla! Mastectomia totale... Non pensavo poi ad una ricostruzione del seno, per me era importante debellare il mostro! Invece, dopo un anno, l'incontro con il chirurgo plastico dottor PIETRO LOSCHI mi ha fatta pensare che potevo riavere un seno nuovo di zecca; ha davvero eseguito un capolavoro di alta chirurgia ricostruttiva e la sua gentilezza e la disponibilità sono davvero encomiabili. Grazie doc PIETRO!
GRAZIE ALLO IEO - REPARTO UROLOGIA
Dopo ben tre interventi subìti nel corso di cinque anni (sono stato sottoposto nelle migliori cliniche della Capitale a ben 2 interventi TURP e ad un trattamento HIFU, senza che la mia patologia, diagnosticata in ritardo, venisse risolta), nel mese di agosto 2012 ho prenotato una visita con il Dott. Matei, che mi ha prescritto una serie di indagini e sottoposto ad intervento di prostatectomia in laparoscopia. Sono seguito dal dott. Matei per le visite di protocollo post-intervento da più di tre anni e ad oggi e non ho più problemi. Sento il dovere ringraziarlo per la disponibilità, la cordialità ed umanità nei rapporti con i pazienti. Un caloroso ringraziamento è dovuto alla struttura, allo staff medico e a quello infermieristico che mi ha seguito durante la degenza. Un grazie di cuore!!!
Grazie
Ho accompagnato qui la mia compagna per un tumore all'utero e devo dire che ho trovato quanto di meglio potessi aspettarmi.. Umanità, competenza, professionalità. Per una volta mi sono sentito orgoglioso della mia nazione.
Mastectomia nipple sparing e ricostruzione protesi
La mia storia è iniziata nel 2013, all'età di 38 anni, con una diagnosi di carcinoma duttale infiltrante e successiva quadrantectomia intermedio superiore della mammella destra, eseguita presso il policlinico di Monza.
Ho eseguito poi otto cicli di chemioterapia e 30 sedute di radioterapia, terminate in agosto 2014.
Quando nella mia vita stava tornando la serenità, ho eseguito il test genetico e sono risultata positiva alla mutazione BRCA1. Decido di voler procedere alla mastectomia bilaterale profilattica, visto l'alta percentuale di recidiva che mi portavo nel mio DNA.. (40/50% di avere un tumore controlaterale)...
Dopo un anno di consulti in varie strutture d'eccellenza della Lombardia, arrivo allo IEO, decisamente stanca e quasi rassegnata alle parole che il seno radiotrattato sarà difficile da ricostruire e con un risultato imprevedibile...
Prendere una decisione da sana è sicuramente più difficile rispetto a quando hai la malattia in atto.
Allo IEO però incontro subito le persone giuste: il mio senologo dottor Intra Mattia, chirurgo eccezionale ma soprattutto una persona che con molta serenità ha cercato di mettermi al corrente di tutto ciò che può accadere dopo una mastectomia, senza enfatizzare eccessivamente i lati negativi, accompagnandomi con molta dolcezza verso la mia scelta.
Il chirurgo plastico dottor Galati Marco, che ha eseguito con estrema perizia la ricostruzione dei seni, dimostrando estrema professionalità e un'eccezionale umanità nei miei confronti, regalandomi da subito la possibilità di avere un seno veramente bello ricostruito dopo la radioterapia.
Sono passati solo dieci giorni, ma posso già affermare di essere pienamente soddisfatta, di sentirmi sicura di essere curata da persone che hanno anche un coinvolgimento emotivo con il paziente in un vero centro d'eccellenza.
Ringrazio tutti gli operatori dello IEO, che sono decisamente dedicati alla cura della persona e non solo della malattia, perché per una giovane paziente che deve passare intere giornate per controlli oncologici, anche un gentile sorriso può diventare un raggio di sole in una giornata di pioggia..
Grazie di cuore,
Erika
Abbastanza deluso
Sono un chirurgo che a 50 anni si è trovato dall'altra parte, cioè del paziente, per un ca della prostata. Devo dire che sono abbastanza deluso dall'IEO. La sensazione è che tutti corrano per finire il lavoro, ma pochi si ricordano di avere a che fare con esseri umani. Credo onestamente di prestare più attenzione ed umanità nel mio lavoro, dove difficilmente ho di fronte casi disperati. Eppure credetemi, ho fatto e curato più con le mie parole che con le mie mani e questo è ancora più vero in questo settore dove a volte il medico ha poche cure. La sensazione è quella di trovarsi in una grossa azienda dove gli interessi economici (vedi l'attività privata svolta a cui spesso la gente anche in difficolta' economica ricorre terrorizzata dal proprio male) hanno preso il sopravvento. Assistenza di reparto pessima (se si comportassero così i miei infermieri, starebbero già a casa!). All'accettazione ti imbatti spesso in persone scortesi, per non dire odiose. Anche il trattamento medico (e pensare che sono un collega) è asettico di chi non dice una parola in più per non creare uno stato confidenziale. Ovviamente c'è qualche eccezione. Ma guai a toccare il giocattolo, si rischia di romperlo e gli interessi economici sono enormi!
PS: una Risonanza 1000 euro. Da me 100 euro.
Professionisti e umanità
Ho iniziato il mio rapporto con il cancro (Linfoma di Hodgkin) a 17 anni la prima volta…. Poi a 35 l’ho incontrato nuovamente e questa volta, a differenza della prima, oltre alla chemio e alla radio, avrei dovuto combattere anche con un intervento chirurgico, che per quanto conservativo possa essere, avrebbe reso il mio seno irrimediabilmente diverso.
Sono approdata allo IEO per una serie di fortunate coincidenze e quando il 16.07.2012 ho incrociato lo sguardo del Dott. Pietro Caldarella, un medico che oltre ad essere un ottimo professionista è anche un miscuglio di umanità, di gentilezza e sprigiona rassicurazione da ogni poro, mi sono sentita sicura e certa che il mio percorso sarebbe stato in questa struttura.
Grazie alla professionalità della Dott.ssa Monica Iorfida, che ha saputo trovare il protocollo più indicato per il mio caso, ho affrontato la chemio terapia (6 mesi) che ha ridotto considerevolmente il nodulo così poi l’equipe del Dottor Caldarella, nello specifico la Dott.ssa Paola Naninato, ha potuto eseguire una quadrantectomia invece della mastectomia annunciata all’inizio.
Dopo l’intervento, per escludere qualsiasi cosa, il Dottor Caldarella mi ha indirizzato verso la brachiterapia: una particolare radioterapia mirata, che avrei potuto subire anche se ero già stata radio-trattata. Ancora una volta mi imbatto in professionisti pieni di umanità e i medici che incontro, la Dott.ssa Federica Gherardi e il Dott. Andrea Vavassori, fanno un ottimo lavoro dandomi la possibilità di ritornare ad una vita quasi normale…
Dico quasi, perché anche se non voglio ammetterlo, per mettere la parola fine a questa storia e considerarla chiusa, devo risolvere un problema psicologico, che non mi permette di vivere la vita serena che avrei voluto.
Durante i controlli semestrali, il Dottor Caldarella intuisce questo mio disagio e mi suggerisce di intervenire esteticamente per simmetrizzare i seni. Seguo il suo consiglio e decido di fare una prima visita dal chirurgo plastico per valutare la soluzione migliore e mi metto in lista di attesa.
Il 10 marzo 2016 ho fatto il pre-ricovero ed è qui che conosco l’ultimo(ultimo, ma solo in ordine di tempo) angelo, che ha fatto di me una donna nuova, una donna che non ha più paura di specchiarsi e di guardarsi a seno nudo senza voler scappare via e che mi ha aiutato a mettere il “The End” a 4 anni pesanti. L’angelo è il chirurgo estetico Dott. Marco Galati. Per simmetrizzare il seno, ha dovuto fare un lipofilling sul seno operato e conseguente mastoplastica riduttiva e mastopessi sul seno sano.
L’operazione è stata fatta una settimana fa e posso affermare con assoluta certezza che il lavoro eseguito è altamente professionale e sono pienamente soddisfatta. Il dott. Galati si è rivelato un ottimo professionista con doti di umanità, bravura e passione che per un medico sono doti fondamentali.
Ringrazio di cuore tutti questi ottimi professionisti che mi hanno fatto sentire una persona e non un numero. Per un malato di cancro, un sorriso e una parola gentile possono fare la differenza.
Grazie.
Martina
La mia esperienza è stata assolutamente negativa
Mio padre è stato operato nel 2014 di K polmone n1m0 all'ospedale San Raffaele.
Sempre negativo a tutti gli accertamenti fatti fino a luglio 2015, a settembre inizia ad avere qualche disturbo. Così, sotto consiglio di un amico, prendiamo appuntamento allo IEO con il dottor Alessandro Borri. Il Borri studia l'incartamento, spiega a mio padre che per la sua patologia avrebbe dovuto fare chemio, ma non gli suggerisce ulteriori accertamenti, nonostante mio padre avesse dichiarato dolori alle ossa e non facesse una scintigrafia da oltre un anno.
A dicembre contatto il Borri inviandogli le analisi del sangue di papà, evidentemente alterate, e chiedendogli cosa fare. La risposta è sempre stata "nulla, sarà una infiammazione". Chiedo se fosse il caso di anticipare il controllo Tac per gennaio, la risposta continua ad essere no! Cosi via fino a quando non decido di far fare a papà una Tac, la quale evidenzia metastasi epatiche, ed una scintigrafia, che evidenzia metastasi ossee.
Scrivo al Borri inviandogli i referti e chiedendogli cosa fare, ma lui decide di sparire e non rispondermi più!!
La mia esperienza è stata assolutamente negativa, sia per quanto riguarda la preparazione, che per quanto riguarda l'aspetto umano!! Per fortuna ho tutte le email salvate!!
Sarà da me segnalato alla dirigenza dell'ospedale sicuramente.
GINECOLOGIA - ECCELLENTE IEO
Con queste poche ma sincere righe desidero esprimere tutta la mia gratitudine al reparto di ginecologia dell'IEO dove ho trovato un ambiente cordiale con seri professionisti. In particolare voglio ringraziare il dottor LANDONI FABIO, che ha seguito il mio caso (mioma uterino in crescita) con assoluta competenza, e il dottor ALETTI GIOVANNI, che ha eseguito l'intervento chirurgico in soggetto miastenico con evidente padronanza di tutti i profili del caso. Altresì vorrei esprimere un ringraziamento speciale alla dottoressa SOLINAS e all'infermiere ELVIO della terapia intensiva, per la loro straordinaria umanità e altissima professionalità. Nel breve periodo di degenza ho potuto constatare che curare una persona non è solo fare una diagnosi e prescrivere una terapia, ma anche avere personale infermieristico attento e premuroso, concederle di avere vicino i propri cari per tutto il tempo.
L'IEO rappresenta nel nostro paese l'eccellenza sanitaria. A tutti loro, anche a quelli che non ho menzionato, la mia profonda sincera gratitudine.
Mastectomia
Nel 2011 mi è stato diagnosticato un carcinoma lobulare.
Fin dalla prima visita allo IEO ho trovato competenza e comprensione.
Con chiarezza mi hanno spiegato il tipo di intervento che avrei subìto e le terapie che avrei dovuto seguire.
Grazie alla Dottoressa Vento e all'equipe che mi ha operato, al personale infermieristico e alla fisioterapista che mi hanno sostenuto e coccolato durante la degenza, conservo un ricordo sereno di quei giorni.
Però il mio più GRANDE INCONDIZIONATO GRAZIE va al chirurgo plastico dottor Manconi.
Mentre mi spiegava che avrei subìto una mastectomia, mi prometteva che grazie alla ricostruzione tutto sarebbe tornato come prima.
E così è stato!
Mi ha spiegato le varie possibilità ricostruttive e ho optato per il lipofilling, che grazie ad innesti di mio grasso mi ha permesso di non dover utilizzare protesi. Forse con questa tecnica il cammino è un po' più lungo, ma ne vale la pena e mi permetto di consigliarlo.
Grazie allo IEO la mia vità è ricominciata alla grande.
Mammografia ed ecografia mammaria vanno prenotate con 2 anni di anticipo.
CARCINOMA OVARICO
Ho 39 anni. Ho scoperto di essere malata dopo una TAC dall'esito terrificante eseguita il 27.04.2015. Abito all'Isola d'Elba e all'inizio non sapevo davvero dove farmi operare. Alcuni conoscenti mi avevano consigliato di rivolgermi all'IEO dove erano stati operati anche loro. Dopo aver fatto la prima visita dal Dottor Fabio Landoni, non ho avuto alcun dubbio; nonostante la situazione fosse preoccupante, ho avuto subito la sensazione di essere nelle "mani" giuste ed avevo ragione. Sono stata operata da lui e dalla sua équipe il 15.05.2015. Ringrazio tutti, il Dottor Landoni per l'estrema professionalità, il reparto di ginecologia che mi ha sapientemente assistito durante la degenza (le infermiere sono meravigliose), il reparto di chemio-ginecologia per la pazienza e gentilezza con la quale seguono tutti noi che facciamo le terapie (sono sempre indaffaratissimi ma non ci fanno mai mancare un sorriso o un gesto di comprensione).
A fine mese farà l'ultimo ciclo di carboplatino e comincerò i controlli. So già che mi sentirò persa perchè all'IEO riescono a farci sentire "al sicuro".
Non vorrei mai doverlo consigliare a nessuno, ma se dovesse accadere, non avrei alcuna esitazione.
Eccellenza nel carcinoma mammario
Ringrazio il mio "dream team", la Dott.ssa Mazza, il Dott. Arnone e Dott. Loschi di prendersi cura di me in questo cammino lungo.
Mi sono trovata molto bene anche in reparto con le infermiere di chirurgia plastica ricostruttiva.
Organizzazione!
Abbandonato
Mio padre, una volta accertato che il K colon era in stadio IV e inoperabile, e che quindi usciva dal protocollo, é stato abbandonato. La dottoressa e, ahimé, collega, che purtroppo lo seguiva, per via del tipo di tumore (non era permesso cambiare), l'ha persino deriso in quanto il poveretto, a causa della sua patologia, era diventato incontinente. Mi auguro (e le auguro) di non incontrarla mai più. Mi é anche capitato di inviare lì dei pazienti e sono rimasta indignata nel vederli obbligati a rifare esami istologici appena eseguiti, ovviamente altrove, e ovviamente a pagamento. Ben diverso l'approccio e il rispetto presso l''Istituto Nazionale dei Tumori di via Venezian.
Esperienza affatto positiva
In trattamento per K vescicale, sono stati completamente sottovalutati i sintomi relativi a dolori addominali accusati da mio zio, che hanno portato ad occlusione intestinale dopo 2 mesi di sofferenze.
Esami anatomo-patologici errati.
Sottostima della gravità e dell'estensione del tumore.
Scarsa gestione del paziente "difficile", anche se pagante.
Ottimo
Ringrazio Dio ogni giorno per avervi incontrato, siete un'ottima realtà, bravi. continuate così..
Mai più
La mia esperienza presso la struttura è stata negativa: basti semplicemente dire che hanno scambiato un calcolo all'uretere per un papilloma..
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